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Religion, race, and the nation in La Tradotta del Fronte Giulio, 1942–1943

Published online by Cambridge University Press:  24 October 2018

Nicolas G. Virtue*
Affiliation:
Department of History, King’s University College at Western University, Canada
*
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Abstract

This paper examines intersections and divergences between Catholic universalism and Fascist ethno-nationalism in the pages of La Tradotta del Fronte Giulio, a satirical weekly newspaper for Italian military personnel in occupied Yugoslavia during the Second World War. Military propagandists appealed to grassroots Catholicism to motivate demoralised Italian soldiers in the last year of war against the communist-led Yugoslav partisan movement. Their use of Catholic themes revealed overlapping values but also apparent incongruities between Christianity, Fascism, and Italian military culture that had been evident throughout the ventennio. While Catholic anti-communism blended relatively seamlessly with nationalist-Fascist anti-Slavism to depict the partisan enemy as a dehumanised Other, the use of conventional piety and Christian humanitarianism in the army’s propaganda contradicted Fascist and military concepts of the ideal Italian ‘new man’. In the process, military propagandists sowed the seeds for the brava gente myth that dominated postwar memory and national identity in Italy.

Italian summary

Questo articolo esamina le intersezioni e le divergenze tra l’universalismo cattolico e l’etnonazionalismo fascista nella Tradotta del Fronte Giulio, un giornale satirico per i soldati italiani nella Jugoslavia occupata durante la seconda guerra mondiale. I propagandisti militari si servirono del cattolicesimo popolare per motivare i soldati italiani demoralizzati nell’ultimo anno di guerra contro i partigiani jugoslavi comunisti. L’uso di temi cattolici rivela i valori sovrapposti tra cristianesimo, fascismo e cultura militare italiana, ma anche le apparenti incongruenze fra loro. L’anticomunismo cattolico si mescolava facilmente con l’antischiavismo fascista per dipingere il nemico partigiano come un Altro disumano. L’uso della pietà convenzionale e dell’umanitarismo cristiano nella propaganda militare contraddiceva però i concetti fascisti e militari dell’ideale ‘uomo nuovo’. Allo stesso tempo, i propagandisti militari hanno gettato i semi per il mito degli italiani brava gente che ha continuato ad essere centrale nella costruzione dell’identità nazionale e della memoria italiana nel periodo postbellico.

Information

Type
Research Articles
Copyright
© 2018 Association for the Study of Modern Italy 
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Figure 1 ‘Il comunismo dei partigiani’, La Tradotta del Fronte Giulio, 8 November 1942, 2. Fondazione Museo Storico del Trentino - Emeroteca, Trento.

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Figure 2 Avondo, ‘Quando la “colonnella” è “dobra”’, La Tradotta del Fronte Giulio, 29 November 1942, 4. Fondazione Museo Storico del Trentino - Emeroteca, Trento.

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Figure 3 Pietro Novaga, ‘Per chi combattono’, La Tradotta del Fronte Giulio, 10 January 1943, 1. © Comune di Milano - Palazzo Moriggia, Museo del Risorgimento, Milan.

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Figure 4 Pietro Novaga, ‘Gesù tra i fanti’, La Tradotta del Fronte Giulio, 20 December 1942, 1. © Comune di Milano - Palazzo Moriggia, Museo del Risorgimento, Milan.

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Figure 5 Gemignani, ‘Cristiana fraternità del fante Giulio in Balcania!’, La Tradotta del Fronte Giulio, 21 March 1943, 2. © Comune di Milano - Palazzo Moriggia, Museo del Risorgimento, Milan.

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Figure 6 Avondo, ‘Il fante italiano in Balcania’, La Tradotta del Fronte Giulio, 29 November 1942, 1. Fondazione Museo Storico del Trentino - Emeroteca, Trento.

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Figure 7 La Tradotta del Fronte Giulio, 28 March 1943, 1. © Comune di Milano - Palazzo Moriggia, Museo del Risorgimento, Milan.